"Mentre l’attenzione sulla crisi dell’euro è focalizzata principalmente su Grecia e Cipro, non è un mistero che l’Italia - con la Spagna - sia la vera sfida per il futuro della moneta comunitaria. Nel silenzio della stampa internazionale, la condizione della macroeconomia italiana non mostra alcun segno di miglioramento: anzi, numerosi indici ritraggono un’economia nazionale in depressione piuttosto che in severa recessione. Non è esagerato affermare che l’economia italiana sta crollando. L’Italia è la terza economia dell’eurozona, dopo la Germania e la Francia, ed ha contratto il più grande debito pubblico (più di duemila miliardi di euro) che è andato crescendo ad un ritmo sorprendente, persino in tempi recentissimi ed in particolare in rapporto con il PIL (130%), visto che quest’ultimo sta rapidamente contraendosi. Come è possibile che un tale debito sia sostenibile? Infatti non lo è! Per il momento, grazie alla BCE (che ha acquistato 102,8 miliardi di euro di debito italiano tra il 2011 e il 2012) e specialmente al meccanismo LTRO, le finanze italiane hanno potuto essere tenute a galla. Le banche italiane hanno potuto assorbire 268 miliardi di euro di liquidità emessa dalla BCE grazie al programma LTRO, il cui meccanismo è il seguente: "Dato che la BCE non può prestare liquidità agli Stati, eccetto in caso di emergenza estrema e per ragioni di stabilizzazione dei mercati finanziari a breve termine, la presta alle banche che acquistano titoli di credito governativi". E’ interessante notare che LTRO funziona come strumento per permettere il ritiro in buon ordine degli investitori internazionali dall’Italia, specialmente francesi e tedeschi, la cui quota detenuta di debito italiano è passata dal 51% al 35%, facendo sembrare che fossero le banche italiane a ricomprare il debito nazionale. Questo è un segnale importante, che va in senso contrario alla interdipendenza che ci si aspetterebbe nel quadro di un’unione monetaria e di una prossima unione politica dell’eurozona. E’ realistico pensare che molti investitori stiano riducendo sistematicamente la loro esposizione in Europa del Sud, nella speranza che una prossima uscita dall’euro avrà per loro conseguenze meno gravi. Per gli euroscettici significa che, una volta che gli investitori stranieri si saranno ritirati, l’Italia verrà abbandonata al suo destino.
La verità è che lo Stato Italiano è fallito nell’estate del 2011, quando gli interessi del debito nazionale andarono fuori controllo e, come risultato, l’Italia perse l’accesso ai mercati finanziari. Ma, a causa dell’importanza dell’Italia come realtà economica e come DEBITRICE, la BCE e le autorità politiche europee hanno acconsentito alla creazione artificiosa di una parvenza di mercato attorno alla finanza pubblica italiana. L’Italia avrebbe dovrebbe rimanere sotto questa tutela fino a quando la situazione economica interna non fosse migliorata migliori insieme alla fiducia dei mercati per tornare ad accedere al mercato del credito. Ma questo purtroppo non avviene e non ci sono segni che lascino sperare che ciò accada nei prossimi anni. La situazione dell’economia italiana è semplicemente drammatica.
Recentemente è apparso un rapporto che rivela come la crisi attuale (2007-2013) sia molto peggiore di quella del 1929-1934. Nella presente crisi gli investimenti sono crollati del 27.6% in cinque anni, contro il 12.8% della recessione tra le due guerre. Il PIL è sceso del 6.9% contro il 5.1%. L’Italia, il cui comparto manufatturiero è secondo in Europa dietro la Germania, ha perso il 24% della sua produzione industriale, tornando ai livelli del 1980. Nessun dato mostra segni di ripresa. Dal’inizio dell’anno, il Paese ha perso più di 31.000 aziende ed ogni giorno chiudono 167 punti vendita al dettaglio, un’autentica disintegrazione del settore della distribuzione. Il settore dell’auto, uno dei più importanti, non fa che contrarsi: dai 2,5 milioni di vetture vendute nel 2007 siamo giunti ai 1,4 milioni di oggi, come nel 1979 e continuano a scendere. L’edilizia, altro pilastro dell’economia nazionale, è alla rovina: la caduta del 14% nel 2012 è l’ultima di una lunga serie. Le vendite di alloggi sono scese del 29% nel 2012 rispetto al 2011 che fu una catastrofe, fino al livello del 1985 di 440.000, la metà del 2006. L'impatto di questa tendenza sull’impiego è drammatico: la disoccupazione e’ giunta al 12% e sale rapidamente. Mezzo milione di lavoratori sono in cassa integrazione, e appare certo che a breve termine perderanno il loro impiego invece di essere reintegrati nel ciclo produttivo. Lo Stato Italiano si è finora arrabattato per difendere la propria posizione finanziaria per mezzo di ulteriori tassazioni, piccole riduzioni di spesa e altri prestiti. Come illustrato prima, lo schema di questi nuovi prestiti è stato architettato con la BCE e il settore bancario. La tassazione ha raggiunto livelli record, e con la stretta creditizia sta asfissiando l’economia interna. I tagli di spesa sono stati applicati fino ad un certo punto ma, come l’aumento delle tasse, hanno un effetto deprimente sull’economia per non parlare della loro difficile applicazione in un sistema clientelistico per non dire apertamente cleptocratico come quello Italiano.
Sotto la pressione della UE l’Italia si è impegnata a misure rigorose di controllo della spesa pubblica, fino ad introdurre un emendamento costituzionale per farle rispettare. Sembra assurdo ma il bilancio dello Stato appare in attivo se non si considerano gli interessi passivi sul debito, ma questo è dovuto al fatto che lo Stato spesso “dimentica” di pagare i suoi fornitori: lo scoperto nei confronti delle aziende fornitrici ammonta a una cifra oscillante fra 90 e i 130 miliardi di euro. Non è difficile immaginare che, in pochi mesi e malgrado le nuove tasse, il collasso di interi settori dell’economia interna causerà un rapido abbassamento degli incassi di imposte. Visto che non sembra possibile contrarre nuovi prestiti e che in Italia parlare di misure di austerità è una barzelletta, lo Stato italiano si troverà senza vie di uscita possibili e saranno necessarie nuove misure della BCE.
Essenzialmente, una forma di fallimento assistito e controllato. Ma, dati gli ordini di grandezza dell’economia e del debito pubblico italiani, ciò è semplicemente impossibile. In assenza di qualsiasi consenso politico riguardo ad una politica monetaria radicalmente diversa della BCE, il solo scenario realistico sarà quello di una rinegoziazione o di una ristrutturazione del debito, come suggerito da Nouriel Roubini in una precisa analisi pubblicata circa 18 mesi fa. Il collasso della finanza pubblica italiana sta avvicinandosi rapidamente ed avrà un enorme impatto sull’Eurozona e sulla UE."
Versione originale in lingua inglese

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Il discreto collasso dell’economia italiana, di Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (LSE)
"Mentre l’attenzione sulla crisi dell’euro è focalizzata principalmente su Grecia e Cipro, non è un mistero che l’Italia - con la Spagna - sia la vera sfida per il futuro della moneta comunitaria. Nel silenzio della stampa internazionale, la condizione della macroeconomia italiana non mostra alcun segno di miglioramento: anzi, numerosi indici ritraggono un’economia nazionale in depressione piuttosto che in severa recessione. Non è esagerato affermare che l’economia italiana sta crollando. L’Italia è la terza economia dell’eurozona, dopo la Germania e la Francia, ed ha contratto il più grande debito pubblico (più di duemila miliardi di euro) che è andato crescendo ad un ritmo sorprendente, persino in tempi recentissimi ed in particolare in rapporto con il PIL (130%), visto che quest’ultimo sta rapidamente contraendosi. Come è possibile che un tale debito sia sostenibile? Infatti non lo è! Per il momento, grazie alla BCE (che ha acquistato 102,8 miliardi di euro di debito italiano tra il 2011 e il 2012) e specialmente al meccanismo LTRO, le finanze italiane hanno potuto essere tenute a galla. Le banche italiane hanno potuto assorbire 268 miliardi di euro di liquidità emessa dalla BCE grazie al programma LTRO, il cui meccanismo è il seguente: "Dato che la BCE non può prestare liquidità agli Stati, eccetto in caso di emergenza estrema e per ragioni di stabilizzazione dei mercati finanziari a breve termine, la presta alle banche che acquistano titoli di credito governativi". E’ interessante notare che LTRO funziona come strumento per permettere il ritiro in buon ordine degli investitori internazionali dall’Italia, specialmente francesi e tedeschi, la cui quota detenuta di debito italiano è passata dal 51% al 35%, facendo sembrare che fossero le banche italiane a ricomprare il debito nazionale. Questo è un segnale importante, che va in senso contrario alla interdipendenza che ci si aspetterebbe nel quadro di un’unione monetaria e di una prossima unione politica dell’eurozona. E’ realistico pensare che molti investitori stiano riducendo sistematicamente la loro esposizione in Europa del Sud, nella speranza che una prossima uscita dall’euro avrà per loro conseguenze meno gravi. Per gli euroscettici significa che, una volta che gli investitori stranieri si saranno ritirati, l’Italia verrà abbandonata al suo destino.
La verità è che lo Stato Italiano è fallito nell’estate del 2011, quando gli interessi del debito nazionale andarono fuori controllo e, come risultato, l’Italia perse l’accesso ai mercati finanziari. Ma, a causa dell’importanza dell’Italia come realtà economica e come DEBITRICE, la BCE e le autorità politiche europee hanno acconsentito alla creazione artificiosa di una parvenza di mercato attorno alla finanza pubblica italiana. L’Italia avrebbe dovrebbe rimanere sotto questa tutela fino a quando la situazione economica interna non fosse migliorata migliori insieme alla fiducia dei mercati per tornare ad accedere al mercato del credito. Ma questo purtroppo non avviene e non ci sono segni che lascino sperare che ciò accada nei prossimi anni. La situazione dell’economia italiana è semplicemente drammatica.
Recentemente è apparso un rapporto che rivela come la crisi attuale (2007-2013) sia molto peggiore di quella del 1929-1934. Nella presente crisi gli investimenti sono crollati del 27.6% in cinque anni, contro il 12.8% della recessione tra le due guerre. Il PIL è sceso del 6.9% contro il 5.1%. L’Italia, il cui comparto manufatturiero è secondo in Europa dietro la Germania, ha perso il 24% della sua produzione industriale, tornando ai livelli del 1980. Nessun dato mostra segni di ripresa. Dal’inizio dell’anno, il Paese ha perso più di 31.000 aziende ed ogni giorno chiudono 167 punti vendita al dettaglio, un’autentica disintegrazione del settore della distribuzione. Il settore dell’auto, uno dei più importanti, non fa che contrarsi: dai 2,5 milioni di vetture vendute nel 2007 siamo giunti ai 1,4 milioni di oggi, come nel 1979 e continuano a scendere. L’edilizia, altro pilastro dell’economia nazionale, è alla rovina: la caduta del 14% nel 2012 è l’ultima di una lunga serie. Le vendite di alloggi sono scese del 29% nel 2012 rispetto al 2011 che fu una catastrofe, fino al livello del 1985 di 440.000, la metà del 2006. L'impatto di questa tendenza sull’impiego è drammatico: la disoccupazione e’ giunta al 12% e sale rapidamente. Mezzo milione di lavoratori sono in cassa integrazione, e appare certo che a breve termine perderanno il loro impiego invece di essere reintegrati nel ciclo produttivo. Lo Stato Italiano si è finora arrabattato per difendere la propria posizione finanziaria per mezzo di ulteriori tassazioni, piccole riduzioni di spesa e altri prestiti. Come illustrato prima, lo schema di questi nuovi prestiti è stato architettato con la BCE e il settore bancario. La tassazione ha raggiunto livelli record, e con la stretta creditizia sta asfissiando l’economia interna. I tagli di spesa sono stati applicati fino ad un certo punto ma, come l’aumento delle tasse, hanno un effetto deprimente sull’economia per non parlare della loro difficile applicazione in un sistema clientelistico per non dire apertamente cleptocratico come quello Italiano.
Sotto la pressione della UE l’Italia si è impegnata a misure rigorose di controllo della spesa pubblica, fino ad introdurre un emendamento costituzionale per farle rispettare. Sembra assurdo ma il bilancio dello Stato appare in attivo se non si considerano gli interessi passivi sul debito, ma questo è dovuto al fatto che lo Stato spesso “dimentica” di pagare i suoi fornitori: lo scoperto nei confronti delle aziende fornitrici ammonta a una cifra oscillante fra 90 e i 130 miliardi di euro. Non è difficile immaginare che, in pochi mesi e malgrado le nuove tasse, il collasso di interi settori dell’economia interna causerà un rapido abbassamento degli incassi di imposte. Visto che non sembra possibile contrarre nuovi prestiti e che in Italia parlare di misure di austerità è una barzelletta, lo Stato italiano si troverà senza vie di uscita possibili e saranno necessarie nuove misure della BCE.
Essenzialmente, una forma di fallimento assistito e controllato. Ma, dati gli ordini di grandezza dell’economia e del debito pubblico italiani, ciò è semplicemente impossibile. In assenza di qualsiasi consenso politico riguardo ad una politica monetaria radicalmente diversa della BCE, il solo scenario realistico sarà quello di una rinegoziazione o di una ristrutturazione del debito, come suggerito da Nouriel Roubini in una precisa analisi pubblicata circa 18 mesi fa. Il collasso della finanza pubblica italiana sta avvicinandosi rapidamente ed avrà un enorme impatto sull’Eurozona e sulla UE."
Versione originale in lingua inglese

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
Epifani, segretario pdmenoelle: "Penso che il finanziamento pubblico dei partiti sia una norma in sé giusta, in tutta Europa c'è, ma dobbiamo renderci conto che in un momento in cui la gente non ce la fa la politica deve avere un sovrappiù di responsabilità e bisogna comportarsi con sobrietà di scelte anche in materia finanziaria [...] il finanziamento pubblico deve sparire gradatamente". Il finanziamento pubblico ai partiti doveva essere un ricordo già dal 1993 in virtù del referendum che ne sanciva l'abolizione. E' stato mascherato da rimborsi elettorali e deve essere abolito completamente il prima possibile, come ha fatto il M5S rinunciando ai 42 milioni di euro che gli spettavano. Le sparate di Epifani e Letta servono solo per prendere "gradatamente" per i fondelli gli italiani per le elezioni comunali.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
"Le imprese in Italia sono considerate dalla politica delle mucche da mungere invece che una risorsa per il Paese. Sono in Olanda e ho una piccola ditta. I pagamenti all'amministrazione che devo fare sono iva e tasse. Il tutto viene conglobato: fai il pagamento solo alle tasse e alla cassa pensione. Non esiste irap irpef aspi e tanti balezelli vari. Quello per cui pago parecchio e' per le spese mediche (cieca 10mila all'anno famiglia di 4 persone tutti adulti) avendo un certo guadagno. Altra cosa la puntualita' nei pagamenti della pubblica amministrazione: ho comprato un garage capannone e mi e' stata restituita l'iva man mano che pagavo le rate. Credo che fare impresa in Italia sia da eroi." Attilio Disario

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Il Governo ha una pistola alla tempia. Il colpo in canna. Sulla pallottola sono incise tre lettere I-M-U. Una tassa non soppressa, ma solo posticipata. Una cartuccia da sparare da parte di Berlusconi quando l'IMU dovrà essere eliminata alla fine dell'estate. Il Governo si accorgerà allora, con stupore, che ciò non è possibile. Non ci saranno fondi per finanziare i Comuni che, in assenza dell'IMU, rischierebbero di non garantire i servizi primari. Con l'incedere dell'autunno non sarà stato infatti operato alcun taglio di spese inutili (qualcuno si ricorda ancora della leggendaria eliminazione delle Province?) per trovare risorse di copertura. Il Nipote di suo Zio, in arte Capitan Findus, il merluzzo scongelato, lo sa perfettamente. Il grilletto della pistola si chiama evasione fiscale per cui è stato condannato in appello Berlusconi, il Vero Presidente del Consiglio. L'indice sul grilletto è la sentenza della Cassazione che potrebbe rendere definitiva la condanna a quattro anni di carcere e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e cancellare definitivamente dalla vita pubblica un incubo ventennale. La sentenza è attesa per ottobre, forse novembre. Prima che ciò accada l'Evasore in Secondo Grado griderà al tradimento per la mancata abolizione dell'IMU e denuncerà la catastrofica situazione economica. Che è certa. Squinzi di Confindustria due giorni fa ha annunciato la possibilità di un ritorno al passato, al dopoguerra, di chiusura del sistema industriale, di crollo del Nord. Uno scenario degno del romanzo "La strada" di Corman McCharty. Le sue parole sono un anticipo dell'Autunno Freddo che ci aspetta. Berlusconi cavalcherà la paura del disastro economico accusando i comunisti (?) di una politica recessiva. La legge elettorale, se cambierà, sarà disegnata come un vestito su misura per farlo vincere e conquistare la maggioranza parlamentare. Diventerà intoccabile. Qualcuno alzerà il cane della pistola. Si sentirà un clic. Uno sparo. Il colpevole, come sempre, sarà il maggiordomo, alias pdmenoelle, il miglior amico di Berlusconi, il classico cane affettuoso che lecca sempre la mano del padrone con immutato entusiasmo.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
"Come si può in questo Paese davvero credere nella professionalità e nell'imparzialità dei giornalisti se a due giorni dalle elezioni un noto editorialista del Corriere della Sera, Pierluigi Battista, scrive menzogne sapendo probabilmente di mentire. Sostiene ad esempio che il M5S si sia interessato solo alla rendicontazione e non abbia fatto nulla sui temi della sua campagna elettorale: Reddito di cittadinanza, Imu, Irap ed Equitalia. Elenchiamo qui di seguito alcune delle cose fatte dai deputati e senatori M5S, solo per dimostrare, prove alla mano, come da parte di una certa stampa vi sia malafede e servilismo verso il Potere Unico. E laddove non si trattasse di malafede, allora è incompetenza o ignoranza. Siamo stufi di giornalisti che invece di fare un lavoro certamente più difficile e faticoso, quello di verificare con attenzione e in dettaglio se quel che scrivono corrisponda alla verità, pensano solo a dare notizie superficiali, concentrandosi su casi creati ad arte per avere la scusa di non parlare dei fatti concreti sottostanti. Se i politici, in passato, hanno potuto causare il disastro che ora è sotto gli occhi di tutti è anche grazie a una stampa disattenta, superficiale o forse venduta.
REDDITO MINIMO GARANTITO
Le cinque commissioni permanenti coinvolte, in sede congiunta Camera e Senato, stanno studiando la possibilità applicativa del provvedimento, le caratteristiche, gli esborsi, le possibili coperture e persino gli altri modelli europei. Si tratta di un tema complesso, a dispetto della leggerezza di alcuni nel trattarne, ma in poco tempo si dovrebbe arrivare a un documento M5S e poi a una proposta di legge.
IMU
E’ stata già depositata alla Camera il 13 maggio scorso una Proposta di legge sull’abolizione completa dell’Imu sulla prima casa (firmatari: Barbanti e Ruocco - proposta di Gruppo). Lo stesso è stato fatto al Senato il giorno dopo.
IRAP
In fase di elaborazione testo di legge per la graduale soppressione dell’imposta regionale. M5S ha comunque presentato un intero DEF alternativo (unico di opposizione) che contiene tutte le iniziative di prospettiva che il M5S prenderà nel corso della legislatura.
PROVINCE
Proposta di Legge sulla loro abolizione depositata il 14 maggio (firmatari: Toninelli, Cozzolino, Dadone, Dieni, Fraccaro, Lombardi, Nuti - proposta di Gruppo)
EQUITALIA
Risoluzione unitaria approvata dalla Commissione Finanze della Camera (22 maggio) che impegna il governo a cambiare una parte della disciplina riguardante l’agenzia di riscossione. Niente ipoteca sulla prima casa, rateazione più lunga e stop al pagamento anticipato in caso di ricorso. Al Senato sono stati presentati emendamenti per chiedere la sospensione delle cartelle Equitalia per chi vanta crediti verso la Pubblica amministrazione e la impignorabilità di stipendi e pensioni sotto i 5.000 euro. E' stato poi posto il tema della trasparenza degli atti amministrativi di Equitalia. Il M5S è, in prospettiva, per la sua abolizione.
Per una sintesi, anch’essa parziale, di tutto il lavoro svolto dai Cinque Stelle dall’inizio del loro mandato, consigliamo a Pierluigi Battista di leggersi questi documenti. E, la prossima volta, di informarsi meglio, se è una cosa che gli sembra utile per il suo lavoro." M5S Camera e Senato
Documenti Camera
Documenti Senato

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Il 22 novembre del 1963 a Dallas, in Texas, fu assassinato John Kennedy. Ogni americano di quel tempo ricorda dove si trovava quando seppe della notizia. All'uscita di un cinema, a pranzo, in viaggio, a giocare a baseball. La scomparsa di Kennedy e il luogo e le circostanze individuali sono legate in modo indissolubile. Qui da noi, alla periferia dell'Impero, questa domanda rivolta ai servitori dello Stato in servizio permanente per sé stessi non ha risposta "Dove eravate durante la strage di Capaci? L'eccidio di via D'Amelio?" "Dove eravate quando qualcuno fece scomparire l'agenda rossa di Borsellino e ripulì con comodo da tutti i documenti l'appartamento di Totò Riina che contenevano la prova della vostra collusione con la mafia?". Immagino in qualche seminario sulla giustizia o a tenere un discorso in Parlamento contro la mafia. A rilasciare interviste sdegnate. Ricordate? Non credo. La vostra memoria è labile, così labile quando dovreste riferire ai magistrati che da anni indagano sulle trattative tra lo Stato e la mafia. Talvolta di fronte a una prova vi ricordate all'improvviso. Gli italiani onesti, che vedevano nei giudici siciliani la possibilità di voltare pagina, ricordano dove si trovavano, cosa facevano quando Falcone e Borsellino furono mandati a morire.
Quando ci lasciò Falcone io ero in macchina e lo seppi dalla radio. Mi ricordo persino il tornante della collina che stavo risalendo. Alla morte di Borsellino mi trovavo in Francia e una signora, mentre ero in fila per l'acquisto di una baguette, mi disse in francese "Hanno ammazzato un altro giudice in Italia". In Francia l'uccisione di un giudice è un evento inaudito, vuol dire scatenare contro di sé uno Stato implacabile. Da noi, invece, una parte dello Stato ha coperto, sedato, sopito, nascosto le prove, ma non ricorda più nulla, dove si trovava, cosa faceva, cosa non ha fatto per evitare la mattanza dei suoi uomini migliori. Tutti dovrebbero ricordare, soprattutto i complici. "Dove eravate allora? E, soprattutto, dove siete ora?".

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
"Nonostante le dichiarazioni di Marchini ribadisco che noi non stipuliamo alleanze. Se vinco il mio vice sarà del MoVimento 5 Stelle e la squadra scelta tra le migliori competenze della città" Marcello De Vito

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
"Hanno trovato un accordo per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti... Beh dopo vent'anni dal referendum va bene!!!! Ah è solo una proposta, deve prima esprimersi la ragioneria,trovare coperture,regolamentare statuti,regolare donazioni private, trasparenza, regole, regolamenti, commi, articoli. Capito!" Pompilia Cetra (mauriziomio), Pompei
(Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato 42 milioni di euro di finanziamenti semplicemente non richiedendoli, non ci vuole un accordo per farlo, basta la volontà. L'ennesima presa per il culo pre-elettorale del pdmenoelle, ndr).

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
Il candidato Sindaco di Ivrea Pierre Blasotta ha denunciato durante il dibattito elettorale organizzato dalla Sentinella del Canavese, un sistema mediatico continuamente favorevole al gruppo di potere locale (pdmenoelle), che da più di 38 anni governa la città di Ivrea
"Nel corso della nostra campagna elettorale abbiamo incontrato migliaia di eporediesi ai banchetti, negli incontri con i quartieri, alle serate sul tema del lavoro, sul forum ed alle nostre riunioni aperte. Abbiamo partecipato a tutti i confronti pubblici tra i candidati sindaco, e a tutte le interviste scritte e video.
Menti raffinatissime conducono il gioco che porta alla disinformazione e all'oppressione. Ivrea non fa eccezione. Città storicamente strategica, soggiogata da tempo dalla informazione collusa con il potere. Un giornale come la Sentinella non può far altro che rispondere al volere dei suoi superiori. Ricordo che fa capo al Gruppo Editoriale L'Espresso, destinatario di ingenti finanziamenti pubblici, di proprietà di Carlo De Benedetti, notoriamente legato al pd (meno elle, ndr) e tra gli artefici della scomparsa dell'industria in canavese e del declino della nostra città. Tutta la campagna elettorale è stata orchestrata in modo abile e sottile, al fine di favorire il gruppo di potere, che da più di 35 anni è al governo della città.
La scelta di intervistare il capolista e non i candidati, l'intervista streaming del sindaco uscente non a caso per ultima sono chiari esempi di questa strategia. Denunciamo la sfacciata dimostrazione di complicità tra media e potere.
Rimanere a questo tavolo significa accettare questa logica e noi non vogliamo farne parte. Nei momenti bui della storia, sono le scelte coraggiose che cambiano la sorte degli eventi. "Io dico fango al fango e le civili maschere aborro e il galateo dei vili." (tratto dal sottotitolo de La Sentinella del Canavese)
Io pertanto abbandono questo dibattito e rivolgo l'invito a fare altrettanto!" Pierre Blasotta, M5S Ivrea

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
Il giovane Renzie ha dichiarato:"Fare una legge per dichiarare Berlusconi ineleggibile è ridicolo: gli avversari si vincono battendoli con le idee, non squalificandoli con regole ad personam.". Non sa che la legge che decreterebbe l'ineleggibilità di Berlusconi è del 1957 per cui i titolari di una concessione pubblica e i rappresentanti legali di una società che fa affari con lo Stato non possono essere eletti. Ma in questo Paese: "Anche le leggi, come i reati, cadono in prescrizione dopo un po’." (cit. Marco Travaglio)

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it